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(statista) 25 Luglio 1883-28 Aprile 1945 Figlio di un fabbro anarchico, trascorre l'infanzia nella miseria. Studia dai salesiani e s'iscrive diciassettenne al Partito Socialista. Richiamato alle armi nel 1902, coerente con i suoi principi antimilitaristi, si esilia in Svizzera. Di ritorno in Italia nel 1904, assume la direzione del settimanale La lotta di classe. La forza dei suoi articoli lo rende celebre in seno alla sinistra, prende allora la testa del quotidiano L'Avanti. La Grande Guerra risveglia in lui i sentimenti patriottici. Fonda il giornale Il Popolo d'Italia, spronando l'Italia ad intervenire nel conflitto. La guerra, lui la fa, combatte coraggiosamente prima di essere ferito nel '17. Riformato, pubblica degli articoli molto patriottici contro il disfattismo giolittiano. Crea infine, il 23 Marzo 1919, i Fasci di Combattimento, conciliando socialismo rivoluzionario e nazionalismo. Prende il potere, nel'22, alla testa del Partito Fascista, con un'arditissima concezione dello Stato, incentrata sulla socializzazione e sulla compartecipazione, sintesi del contributo dato dal lavoro e dal capitale, sotto il controllo dello Stato, allo sviluppo e al bene della nazione. Dopo le vittoriose campagne di Etiopia e di Spagna, il Duce diventa la guida dell'Italia. Sono gli anni del "consenso", da questo periodo in poi, gli eventi europei che determinano l'entrata in guerra dell'Italia, e la conseguente sconfitta militare, provocano la caduta del Fascismo. Dopo l'8 Settembre del'43 Mussolini costituirą con i suoi fedelissimi la Repubblica Sociale Italiana, che vorrą percorrere la strada indicata dal Fascismo rivoluzionario e repubblicano. Morirą trucidato da bande partigiane ad armistizio gią firmato. |