ARCHIVIO OTTOBRE 2006

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OTTOBRE 1956 - OTTOBRE 2006

UN ANNIVERSARIO QUASI DIMENTICATO

Uno dei fatti piu' importanti nella storia del XX secolo,  che ha segnato il principio della fine dell'impero comunista sovietico, la rivoluzione ungherese, non viene quasi ricordato nel cinquantesimo anniversario.

I "media", la grande stampa di regime sono muti, le vestali della liberta' e della democrazia non si strappano le loro vesti, NESSUN GIROTONDO O CORTEO ALL'ORIZZONTE.

CHIEDO INGENUAMENTE SE QUESTO POSSA DIPENDERE DAL FATTO CHE OGGI IN iTALIA SONO AL GOVERNO E NELLE MASSIME ISTITUZIONI GLI UOMINI CHE CINQUANTA ANNI FA ERANO DALLA PARTE DEI CARRI ARMATI SOVIETICI CHE SPENSERO IN UN BAGNO DI SANGUE L'ANSIA DI LIBERTA' E INDIPENDENZA NAZIONALE CHE ANIMAVA I CUORI DEI GIOVANI DI BUDAPEST.

Di quel periodo posso testimoniare con un aneddoto propedeutico: ero il leader del MSI a Firenze, capogruppo al consiglio comunale e stavo per fare un comizio in piazza Strozzi. Fui avvicinato dal capo dell'uffico politico della questura ( così allora si chiamava la DIGOS), il Dr. Walter Locchi che era stato vice questore a Torino durante la RSI,poi epurato e rimesso in carriera.....che mi disse:.." Ventra, lei sa che il mio cuore e' dalla sua parte, ma non posso fare niente. Ho ricevuto ordini severissimi che la riguardano e se lei fara' anche la minima apologia di Fascismo saro' costretto a chiuderle il microfono e sciogliere la manifestazione..". Gli risposi sorridendo..." non ci credo e scommetto con lei che io gridero' W il Fascismo...e lei non fara' proprio niente..." e mi dissde " non ci provi" Salito sul palco dopo circa venti minuti che parlavo portai il discorso sui fatti d'Ungheria e dissi sventolando un pezzo del giornale "L'Unità" che mi ero procurato..."...la Russia sovietica ha invaso l'Ungheria appellandosi al trattato di pace del 1947 che vietava in Ungheria ogni ricostruzione del partito fascista, i comunisti italiani sono d'accordo con i carnefici di tanti ragazzi che a Budapest hanno sacrificato la loro vita e l'Unita' di oggi dice che quei ragazzi erano solo "Fascisti" pagati dalla CIA. Il MSI e' contro i  carriarmati soviertici. Io sono moralmente dalla parte di quei ragazzi e se loro sono fascisti  mi unisco a loro gridando W il Fascismo....IlDr. Locchi, ridendo sotto i baffi,  si allontano' dalla piazza e il mio comizio ando' avanti fino alla fine......

Ancora oggi penso che nel 1956 nel cuore d'Europa, a Budapest, i comunisti rappresentarono la barbarie e gli insorti rappresentarono il piu' alto segno di civilta' immolando la propria vita in nome della Liberta' e della loro Patria che volevano liberare dal giogo sovietico.

Bertinotti, che ancora oggi difende o almeno giustifica, l'azione dei carri armati sovietici restera' iindifferente e la camera dei deputati fara' passare l'anniversario in un vergognoso silenzio. Io chiedo a tutti quelli che leggeranno queste righe di alzare come possono un grido per ricordare i giovani che a Budapest dettero la vita per la loro Patria.

Nando Ventra

www.lamartinella.splinder.com

LA SCUOLA EGIZIANA DI MILANO

L’apertura della scuola egiziana di Milano ha messo in evidenza le contraddizioni che caratterizzano la classe politica italiana sia di centrodestra che di centrosinistra. Da un lato i soliti leghisti beceri e ignoranti che non perdono occasione per manifestare la loro intolleranza ed il loro gretto egoismo clientelare e, nel caso in questione, meraviglia che non siano stati denunciati per “antisemitismo” (essendo noto a tutti che anche la razza araba è di origine semita - n.d.r.); dall’altro lato un governo di centrosinistra che, con il pretesto di irregolarità formali e ritardi burocratici cerca di impedire l’apertura della scuola perché vede, in queste iniziative culturali, un ostacolo alla sua filosofia dell’integrazione. Pertanto mi dichiaro personalmente favorevole all’apertura della scuola egiziana di Milano proprio perché sono contrario all’integrazione. Altra cosa sono il rispetto e l’osservanza, da parte dello straniero o appartenente ad altra cultura religiosa e familiare, delle leggi fondamentali dello Stato ospitante. A questo punto occorre una premessa di principio: affermare che esistono le razze umane non vuol dire che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti. Sono proprio tali differenze che generano diverse condizioni di vita e diversi metodi sia pure per il raggiungimento di un medesimo fine. Guardate, ad esempio, quante variazioni esistono nei modi con cui le razze e le etnie rispondono all’appello della parola Divina.

Il criterio della separazione fra le razze aventi scarse affinità fra di loro, è quello che meglio salvaguardia la dignità delle razze stesse, poiché rende gli uomini alla loro individualità, strappandoli al meticciato spirituale e culturale altrettanto pericoloso quanto quello materiale.

Gli ebrei stessi ci insegnano che c’è una voce del sangue la quale dà il comando della purificazione razziale perché si possa essere capaci di maturare tutti i propri valori. Sulla base di questi principi sono presenti in Italia, scuole inglesi, scuole americane e di altre nazioni che accettano il principio della reciprocità. L’Egitto è una nazione nella quale sono presenti scuole italiane, con ordinamento italiano, aperte anche agli stessi egiziani che le vogliono frequentare. In Italia esistono anche scuole riservate agli appartenenti alla religione ebraica e non so, per esempio, se in Israele vi siano scuole italiane in condizioni di reciprocità (ma questa è un’altra questione !).

Nella fattispecie si obietta che mancano alcune autorizzazioni ministeriali e soprattutto non esistono nell’edificio le condizioni di sicurezza previste dalle leggi vigenti, come rilevato dall’ispezione dei Vigili del Fuoco. Attenzione, perché sulla base delle disposizioni invocate nel caso in questione, oltre il sessanta per cento delle scuole statali italiane dovrebbero essere chiuse; anche scuole ed istituti con migliaia e centinaia di studenti. Pertanto mi sento di manifestare tutta la mia solidarietà ai responsabili dell’iniziativa scolastica milanese ed auspico che le Autorità italiane provvedano in tempi brevi ad autorizzare l’apertura della scuola egiziana per consentire agli alunni di poter regolarmente frequentare le lezioni necessarie alla loro formazione civica, per quanto riguarda l’ordinamento dello Stato italiano, culturale e religiosa per quanto attiene al loro paese d’origine ed alle loro tradizioni familiari.

STELVIO DAL PIAZ

da www.socialismonazionale.net

 

Sgombero BOCCEA: occupato il XVIII municipio a Roma

In questo momento le famiglie sgombrate da CASADITALIA BOCCEA dopo aver bloccato il traffico e paralizzato il quartiere, hanno occupato il consiglio circoscrizionale del XVIII municipio.

Intenzionati a rimanere finchè non si sia trovata una sistemazione stabile, gli inquilini e i ragazzi che li sostengono si apprestano con tende e sacchi a pelo a passare la notte nell'aula consiliare.

Il presidente del XVIII MARIA GIOVANNA FILARDI è al lavoro per risolvere il problema più urgente: i servizi sociali intendono infatti separare i nuclei familiari e portare donne e bambini in strutture che non prevedono la presenza dei mariti. L'integrità dei nuclei familiari è la prima necessità per dei minori che grazie al sindaco Veltroni e al prefetto Serra si trovano a vivere un vero e proprio trauma per soddisfare gli appetiti e le pretese di un palazzinaro che rivuole uno stabile abbandonato da 26 anni.

COORDINAMENTO DELLE OSA
Occupazioni Scopo Abitativo

Aggiornamenti dagli incidenti per lo sgombero di via di Boccea

In questo momento ORE 13.20 le famiglie sgombrate con la forza da CASADITALIA Boccea (un palazzo che prima dell'occupazione messa in atto da 10 famiglie italiane era abbandonato da 26 anni!), hanno attuato un blocco stradale di Via di Boccea.

Le famiglie si trovano ora sedute sull' asfalto mentre si cerca di portare alla ragione le forze dell'ordine intenzionate ad interrompere con delle cariche il blocco stradale.

Presenti sul posto a difesa delle famiglie, i militanti della Fiamma Tricolore e il Consigliere Comunale Luca Gramazio.

La circolazione è bloccata su tutta via di Boccea e sull'adiacente Grande Raccordo Anulare

Nel frattempo in campidoglio è stata interrotta la seduta del consiglio comunale da una delegazione di famiglie di occupanti. Sono stati allontanati con la forza dopo aver insultato i consiglieri di maggioranza e aver lanciato numerosi volantini.

Grandi assenti: Il sindaco Veltroni e il Prefetto Serra.

Coordinamento delle OSA
Occupazione Scopo Abitativo

Questa mattina, 11 ottobre 2006, all'alba, è stata sgombrata l'occupazione di CASADITALIA Boccea.

10 Famiglie italiane che avevano trovato alloggio in un palazzo abbandonato da 26 anni, sono state sgombrate con la forza. Colti di sorpresa nel sonno, senza preavviso, bambini, donne, anziani e disabili hanno trovato i solerti agenti di polizia alla porta.

Bene, la strada ora aspetta queste famiglie. Tutto questo per far valere il diritto di un proprietario che si è permesso il lusso di lasciare un palazzo abbandonato per 26 anni.

Questo è il volto umano della amministrazione Veltroni. Questo il futuro delle 30.000 famiglie romane sotto sfratto.

Soluzioni zero, atti di forza a profusione.
Solo una settimana fa era stato sventato lo sgombero di un altro palazzo al Torrino grazie all'intervento di un gruppo di ragazzi ed inquilini determinati a resistere in maniera attiva alla disgregazione del loro nucleo familiare e all'idea di tornare a dormire in macchina.

Quante case ha costruito l'amministrazione Veltroni e il centrosinistra tutto in 20 anni di amministrazione di questa città?
Esattamente zero.

Quanti milioni di euro per Ara Pacis, Auditorium, Casa del Jazz, Nuvula di Fuksas etc etc?
Quasi un miliardo di Euro.

Ci auguriamo che di fronte a questo evidente disprezzo che il comune di Roma e il Governo Prodi provano nei confronti dei precari della casa, gli inquilini decidano in massa per una resistenza attiva a qualsiasi tentativo di SFRATTO ESECUTIVO.

Gianluca Iannone
Coordinamento OSA

Onorevole consegni la droga e si legga un libro!

"Droga arma del potere drogato": sembra il cane che si morde la coda l'ultimo scandalo scoppiato per merito della trasmissione Le Iene di Italia uno. Nonostante il test eseguito a tradimento non permettesse l'identificazione del parlamentare, prima ancora che questo dettaglio venisse scoperto, una testolina indignata di Alleanza Nazionale ha chiesto la restituzione del risultato del suo test. Non faremo il nome dell'onorevole Italo Bocchino (OPS! Va bè..) ma è lecito chiedersi il perchè di una tale precauzione. Forse che il vizietto lo interessasse in primissima persona? Chiddu chi sacciu è che il Garante della Privacy addiventò solerte e bloccò la messa in onda del servizio inquisitore. Tiè!

 Eppure ci piacerebbe che la proposta di Pierferdy Casini di promuovere il controllo obbligatorio a tutti i poltronari...ehm..rappresentanti del popolo Italiano (che quando li incontri per strada ti dicono "lei non sa chi sono io!") non venisse lasciata al vento. Attenzione, però, che la canna di tanto in tanto se la  fumano i signori radicali e i verdi-rossi vari  lo si sapeva per loro confessione già da assai tempo! Vorremmo, piuttosto, conoscere i nomi di chi semmai sniffa quelle polverine borghesi che fanno tanto chic & snob alle feste mondane descritte dai giornali stile Novella2000 o a quelle private tipo quelle che frequenta-(va?) Lapo Elkann.

Dopo aver appurato la tossicodipendenza di un consistente numero dei fieri baluardi della democrazia, sempre pronti ad indignarsi per un cassonetto rovesciato durante una manifestazione al di fuori delle paradisiache e morfinizzanti regole dell'ordinamento, Palermo Antagonista ha deciso di lanciare una proposta da far arrizzari i carni:

IL TEST D'INGRESSO AL PARLAMENTO.

Un test non basato sulla fedina penale di chi ha commesso un banale reato penale di stampo ideologico ma sulla conoscenza del mondo attuale. Non saranno quindi ammessi coloro ca cunfunnunu fischi pe fiaschi, Dorfour cu Fast Food e dicunu Affanistan invece che Afghanistan.

Ovviamente anche l'idea del test proviene da un servizio delle Iene in cui venivano intervistati parlamentari dell'Ulivo, dell'UDC, di AN e bigiotteria varia, sull'abc dell'attualità. Ma si, forse siamo esagerati, forse siamo troppo duri con chi si fotte decine di migliaia di euro grazie al nostro misero voto che pur di esprimerlo abbiamo preso un permesso al lavoro, quello onesto....perdonate la nostra intransigenza, siamo ragaaaaaazzi!

Un milite di Palermo Antagonista

 

7/10/2006: Corteo della Fiamma romana

500 militanti della Fiamma romana hanno oggi manifestato al fianco del Movimento Nazionale, dall'Esquilino a piazza Venezia, contro l'immigrazione e a favore del diritto della proprietà della casa per gli italiani.
In barba a divieti e repressione, ancora una volta, abbiamo dimostrato che nessuno potrà fermare la lotta del nostro popolo contro chi sfrutta, sfratta e specula.
La nostra marcia avanza inesorabile contro chi ha regalato la nostra città a banchieri, palazzinari ed immigrati.
Il 20 ottobre prossimo inizierà la campagna referendaria per il MUTUO SOCIALE (conferenza ore 11 a Casa Pound) e tutte le borgate romane vedranno sventolare le nostre bandiere, simbolo di libertà e giustizia sociale.

Gianluca Iannone - Segreteria nazionale
Giuliano Castellino - Segreteria romana

Non si può non essere d'accordo.

Quanto segue è un comunicato dei Centri Sociali palermitani Ex Carcere e Laboratorio Zeta riguardo una manifestazione, svoltasi il 4 ottobre scorso, contro quei politici nostrani che una volta eletti si dimenticano delle loro zuccherose promesse per pensare invece a sistemare amici, parenti e fedeli portaborse. Ai compagni e ai camerati che si scandalizzeranno di questa presa di posizione, ricordiamo che Palermo Antagonista non ragiona per pregiudizio ideologico.

Insomma....ANCHE NOI VOGLIAMO CONTARE I TOMBINI!!!

Mercoledì 4 Ottobre, disoccupati, lavoratori precari, si sono dati appuntamento a piazza Pretoria davanti al Comune per pretendere chiarimenti e per protestare contro l'ultimo misfatto compiuto dalle istituzioni locali: le assunzioni clientelari nelle aziende ex municipalizzate per contare i tombini.
Che la privatizzazione delle municipalizzate fosse un'occasione per alimentare gli interessi privati sui beni comuni lo si sapeva già. Ma l'assunzione nominale di parenti e amici dei politici per contare i tombini supera ogni limite.
I manifestanti di fronte al Palazzo delle Aquile hanno letto una comunicazione rivolta al sindaco e agli onorevoli coinvolti nella vicenda per rivendicare pari opportunità per tutti, 800 euro al mese anche per i non-raccomandati.
Le precedenti dichiarazioni di Cintola, Cantafia, Dina, Scoma, Campagna, D'Arrigo, etc... sulla competenza dei loro adepti sono un'offesa alla dignità di tutti quei disoccupati, precari e lavoratori che non arrivano alla fine del mese.
Infine gli attivisti hanno contestato, aprendo uno striscione e sommergendo di fischi il consiglio comunale dove i nostri ben pagati rappresentanti dibattevano sulle modalità con le quali proseguire la discussione sull'argomento nelle successive sedute: a porte aperte o a porte chiuse!
Si è ben capito come l'amministrazione palermitana
riempie le tasche di amici e parenti, oscuro rimane ancora come ha intenzione di affrontare le emergenze di Palermo: disoccupazione, Precarieta' ed emergenza abitativa.

Laboratorio Zeta
Centro Sociale ExKarcere

 

Rabbini ebrei uniti ad Ahmadinejad

“Israele non rappresenta il giudaismo”.
“Il sionismo è ribellione contro il Creatore”.
“Stato di Israele: eresia, assassinio e furto” (1).

Cartelli di questo tenore sono stati portati da un gruppo di combattivi ebrei ultra-religiosi con tanto di cappelli neri, cernecchi e filatteri, davanti al consolato israeliano a New York il 6 maggio scorso.
Il gruppo ha voluto protestare contro la minaccia da parte di estremisti ebrei di destra (che loro chiamano
“zeloti”) di occupare in massa il Monte del Tempio a Gerusalemme, dove sorgeva il tempio ebraico, oggi chiamata la spianata delle moschee, perché vi sorgono le sacre moschee di Omar e Al-Aqsa.
Mettere piede su quel luogo è un atto sacrilego per ogni vero ebreo, ha spiegato il capo del gruppo, rabbi Ysroel Dovid Weiss; gli estremisti ebrei che si autodefiniscono
“ebrei ortodossi” non rappresentano affatto la vera teologia ebraica.
Il rabbino Weiss e i suoi seguaci sono i veri, ultimi ortodossi ebrei. Appartengono al movimento
“Neturei Karta” (Guardiani della Città), sono dediti alla preghiera, alle Scritture e considerano eretico lo Stato d’Israele.
“Il giudaismo esige che il popolo ebreo viva in pace e rispetto verso tutti gli altri popoli, di qualunque nazionalità siano”, ha detto rabbi Weiss.
“La storia dello Stato sedicente di Israele è la prova che il sionismo rigetta questi comandamenti della Torah. E’ ormai tempo che gli ebrei del mondo rigettino l’eresia sionista e il suo cammino insanguinato”.

Secondo rabbi Weiss,
“il popolo ebreo è esiliato dalla terra santa per volere divino. I tentativi di revocare il nostro stato di esilio stabilendo con la violenza un cosiddetto Stato ebraico violano direttamente le leggi sacre ebraiche e sono una sfida a D. [il rabbino non pronuncia il Sacro Nome]. Lo Stato d’Israele è un frutto proibito”.
Rabbi Weiss ha anche fieramente rimproverato
“gli zeloti sionisti” di incitare all’odio reciproco ebrei e arabi.
“Alla loro trasgressione sacrilega [di aver posto fine all’esilio] essi aggiungono la violazione continua dei diritti dei palestinesi. La vera pace richiede il completo smantellamento del cosiddetto Stato di Israele e la restituzione della sovranità palestinese sulla ‘terra santa’, integralmente”.
Solo Dio, quando vorrà, porrà fine all’esilio degli ebrei.
Secondo Neturei Karta, quel giorno va chiesto con la preghiera, e non strappato con la violenza.

In ogni caso, essi immaginano quel futuro
“mondo a venire” come una “era di amicizia con gli altri popoli, in cui al popolo eletto sarà riservata la funzione sacerdotale. Soprattutto, è vietato agli ebrei religiosi, dai tre giuramenti talmudici, 1) far ritorno in massa in ‘terra santa’ prima che venga il Messia, 2) ribellarsi alle ‘genti’, 3) ‘accelerare la venuta del Messia’ con atti rituali come la ricostruzione del tempio</I> (secondo Neturei Karta, Dio farà scendere il tempio nuovo dal cielo; non sarà insomma opera umana). La dottrina della Torah insegna che sfidare D. è votato al fallimento. Nessuna pace vera sarà possibile finché il frutto proibito [Israele], questa aperta ribellione contro D., continuerà ad esistere”.

Inutile dire che le vedute degli ebrei religiosi del Neturei Karta non vengono mai riportate dai media.

di Maurizio Blondet

Note

1)“New-age destroyers of the Temple Mount”, Centre des Medias Alternatifs du Quèbec, 8 maggio 2005.

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Foto del tentato sgombero + comunicato Fiamma


Prima dell'alba il presidio è già attivo


Il gruppo intercettazione fa desistere le due autoambulanze d'ordinanza.



           Fiamma Roma              Inquilini - Donne e Bambini


FIAMMA TRICOLORE A FIANCO DELLE OSA CONTRO LA LOGICA DEI DUE PESI E DUE MISURE

“Comprendiamo che il sindaco della capitale debba favorire i suoi sostenitori dei centri sociali, ma risulta ai nostri occhi insopportabile il cinismo con il quale vengono trattate le occupazioni estranee all’area di Action e del trombato, gergo tecnico utilizzato in luogo di non eletto, Nunzio Derme” Così Piero Puschiavo, responsabile della linea politica della Fiamma Tricolore sintetizza il tentativo di sgombero, ad opera di prefetto e questore di Roma con l’ausilio di ingenti forze dell’ordine, perpetrato ai danni di 16 famiglie italiane colpevoli di non essere politicamente allineati con la giunta comunale.

“Perché ogni occupazione rossa deve concludersi con un accordo che vede soluzioni abitative per le famiglie sgomberate e, di contro, ogni occupazione tricolore deve essere interrotta con l’uso della forza?” Così Puschiavo legge la situazione romana della lotta all’emergenza abitativa che attanaglia quasi 30.000 famiglie.

“La Fiamma Tricolore sarà sempre a fianco di coloro che si battono per il diritto alla proprietà della casa e lo sarà sia fisicamente in strada, come avvenuto oggi, e nelle sedi istituzionali, dove verrà presentata a breve la proposta di legge popolare del Mutuo Sociale”

“Al sindaco Veltroni rivolgiamo un accorato appello affinché le famiglie del Torrino, tutte titolari del massimo punteggio nelle liste comunali degli aventi diritto ad immobili di edilizia popolare, ricevano dignitosa e duratura soluzione abitativa, avendo lui già ampiamente dimostrato, con i suoi amici, che le possibilità non mancano”

Ufficio stampa – Fiamma Tricolore

Comunicato delle O.S.A.

Oggi Mercoledi 4 ottobre è stato sgombrato a Roma l' Angelo Mai.

L' Angelo Mai è un ex scuola occupata da associazioni di sinistra che hanno sottratto l'edificio pubblico alla comunità per creare vitali attività sociali: una scuola di tango, un bar, un ristorante. Dopo lunghe trattative alle associazioni occupanti è stato assegnato un altro stabile pubblico.

Trattative lunghe, perchè gli "occupanti" mai erano soddisfatti della sistemazione che il sindaco Veltroni si prodigava a proporgli come alternativa.

Bene, questa mattina, dopo che si è già stabilita un'altra sede per le associazioni che occupano l'Angelo Mai addiritura l'ex cinema Volturno, si è inscenato lo sgombero. Preponderanti forze di polizia contro quattro persone che presidiavano le attrezzature teatrali(!) all'interno dell'Angelo Mai.

La sceneggiata si è trasformata in commedia quando esponenti di rifondazione sono andati a "svenire" sotto i temibili colpi dei vigili urbani.

A cosa serve inscenare un finto sgombero di una struttura vuota? E' presto detto: per giustificare con logica di "par condicio" uno sgombero di una occupazione tricolore...

Bene noi siamo indovini e vi diciamo che presto, molto presto per "par condicio" si proverà a sgombrare una occupazione tricolore. Con una piccola differenza: nelle nostre occupazioni vivono famiglie con bambini piccoli ed anziani e disabili. Persone VERE. Famiglie ITALIANE.

Vedrete che a breve avrete notizie interessanti.

COORDINAMENTO DELLE O.S.A.
Occupazione Scopo Abitativo

Scontro di civiltà

Il problema politico-religioso nel momento attuale esige dei chiarimenti sostanziali perché gli atteggiamenti e le difficoltà contingenti non sono che la manifestazione di un disagio profondo. La situazione presente vede sulla scena atteggiamenti contrapposti perché "qualcuno" (vedi il sionismo internazionale !) ha avuto interesse a scatenare una guerra mediatica sulla ipotesi di uno scontro di civiltà tra il cosiddetto "occidente" e l'Islam. Come sempre avviene nei giochi contrapposti di azione e reazione, avviene tra le due parti una reciproca induzione, come si direbbe in termine elettromeccanico, per cui quanto più uno dei due poli si carica di una tensione, l'altro si carica sempre più della tensione opposta. Noi potremmo dire che i due termini sono come due condensatori che sempre più si caricano di elettricità sovrapposta sicché, se non interviene un fattore di distensione, si minaccia di andare a finire in una scarica elettrica pericolosa e forse disastrosa e devastante. E poiché questo accumularsi delle contrapposte cariche elettriche é particolarmente sensibile alla periferia, dove scarsamente hanno presa i giochi e le combinazioni diplomatiche, é da ritenere che tutti debbano preoccuparsi di un fenomeno le cui proporzioni vanno aumentando. Quello che ha meravigliato, nel contesto delle dichiarazioni papali - perché di questo vogliamo parlare - in occasione della sua visita in Germania, é stata la mancanza di valutazione sull'impatto nel mondo islamico della sua citazione di origine medioevale dove é sicuramente ravvisabile una accusa pesante al Profeta, soprattutto nel momento in cui le tensioni e le contrapposizioni erano state volutamente tenute altissime da parte dei soliti noti. La proverbiale prudenza diplomatica vaticana, in questa occasione é venuta meno, per cui sorge spontanea la domanda: quali pressioni o quali ricatti sono stati messi in atto nei confronti del prof. Ratzinger ? Qualcuno - a mio parere -  ha voluto che il Papa di Roma si schierasse apertamente e si formasse un asse USA-Israele-Vaticano. Comunque, non volendo cadere nella "dietrologia" e tanto meno assumere nella circostanza posizione pro o contro i contendenti in causa, noi socialisti nazionali dobbiamo cogliere l'occasione per aprire un dibattito anche al nostro interno nel concetto di "stato laico" e "stato confessionale", dal momento che l'irrigidimento degli ambienti sia religiosi che laici, che si manifesta attraverso un integralismo fanatico che porta con sé intolleranza e fanatismo, dimostra la scarsa plasticità di un sistema che é conseguente di un difetto pedagogico intimamente connesso al difetto filosofico. In sostanza, a noi socialisti nazionali - al di là della contrapposizione in atto tra Vaticano e Islam - interessa approfondire i rapporti tra lo Stato e la Chiesa, nel nostro caso la Chiesa cattolica anche in considerazione che il "papato" ha sede a Roma e quindi il suo atteggiamento finisce per coinvolgerci a livello nazionale (a parte la questione di fede che il cattolico non rinnega e non deve rinnegare ovviamente !). E allora lancio la provocazione che é anche l'alternativa tra "stato laico" e "stato confessionale: a mio avviso la caratteristica fondamentale di un Stato moderno é quello di essere "Stato etico", vale a dire Stato che si investe dei più profondi problemi e della spiritualità, poiché per vincere la stessa materialità dello sfruttamento plutocratico ed in genere dei ceti privilegiati a danno della massa e per evitare che la lotta sociale conduca soltanto ad uno sconvolgimento di posizioni nel settore materiale, é necessaria l'autorità piena e cosciente dello Stato nella coscienza dei singoli e dei singoli nella spiritualità dello Stato, concetto che é stato ampiamente approfondito da Giovanni Gentile. Questo nuovo rapporto é un rapporto spirituale, ossia morale, ossia etico. Ma la mentalità dominante negli ambienti religiosi é inchiodata ad una pretesa di monopolio della spiritualità nonché dei termini stessi che la indicano e la caratterizzano, nel concetto che tutto ciò che appartiene allo spirito non possa che venire dalla Chiesa od essere un derivato della Chiesa. Profondo errore filosofico, questo, che trova il suo contrapposto da chi nega l'attualità di compiti spirituali ed etici alla Chiesa. Evidentemente questo tema implica le più ampie e profonde discussioni, il più ampio e profondo studio, e tale esigenza é, in questo momento, agli antipodi con la posizione di irrigidimento, non solo pratico ma dottrinario, degli ambienti sia ecclesiastici che laici. In realtà se la Chiesa cattolica non vuole soccombere sotto la spinta dell'offensiva laicista di stampo giudaico-massonico o non vuole immiserire la sua azione apostolica solo nel contrastare il ritorno di un anticlericalismo antistorico invadendo per reazione sfere che non le competono, avrà bisogno che,  nell'ambito dei problemi spirituali e filosofici, i difensori stessi o apologeti della Chiesa scendano con pienezza di apertura di spirito e con tutta sincerità nella disamina dei problemi dello Stato etico. Questa impostazione della realtà dei problemi che stanno dietro il sipario può sembrare inattuale. In realtà, a mio avviso, é attualissima. Quando anche recentemente lo stesso Papa ha denunciato la scomparsa del "sacro" nella società contemporanea, ha preso atto di un fenomeno attuale ma contestualmente ha ammesso, sia pure implicitamente, il fallimento della stessa missione della Chiesa; ma noi socialisti nazionali - d'accordo con la diagnosi papalina - dobbiamo anche denunciare il fallimento dello Stato nella sua funzione orientatrice e regolatrice delle attività umane in ambito nazionale. Ecco perché io sono del parere che tali questioni meritano di essere agitate in questo stesso momento approfittando di ogni occasione che si presenta. Mi si potrà obiettare che nel presente altri sono i problemi incombenti; non si potrà negare però che ciò che viene in urto e che determina gli scontri, nella titanica trasformazione del mondo, sono appunto le diverse concezioni della vita quali predominano sia nelle stesse sfere religiose che statuali, sia dottrinalmente che pedagogicamente. Ed in quanto ai tempi per affrontare questi problemi voglio ricordare che durante la Repubblica Sociale Italiana, in piena guerra guerreggiata, venne sentita l'esigenza, sul terreno politico e per la stessa salvezza nazionale, di affrontare i problemi fondamentali e vorrei dire teorici, della libertà e della autorità. Così non può non avvenire oggi per affrontare in maniera alternativa e secondo la nostra spirituale concezione della vita, i rapporti tra Stato etico e la Chiesa, ponendoci, noi socialisti nazionali, quali interlocutori diretti con la stessa. D'altra parte l'argomento non é nuovo ed i motivi di confronto hanno già avuto dei precedenti illustri perché, come vedremo, la Chiesa ha sempre posto ostacoli ad accettare di esere esclusa dalla sfera pubblica e privata dell'individuo. In occasione del I Convegno nazionale della Scuola di Mistica Fascista (19/20 febbraio 1940) tenuto sul tema "Perché siamo dei mistici" sull' "Osservatore Romano" del 22 febbraio apparve una nota non firmata nella quale si metteva in evidenza che le "presunta" nuova concezione della mistica si esaurirebbe nella vita presente, individuale e sociale,: " come nell'unica realtà per la quale si vive e si muore senza altra realtà. Ma queste posizioni sono quelle del materialismo e dell'ateismo, che nessuna persona intelligente può approvare e nessun italiano invocherà per il suo paese". La nota così proseguiva: " Teniamo adunque fermo che la mistica come dottrina e come pratica si riferisce ai nostri rapporti con Dio: e si può applicare anche alla nostra vita quando da Dio prende l'ispirazione e il motivo delle nostre determinazioni. In un linguaggio un pò libero si potrà dire mistico tutto quello che é serio; che é religioso, che é compreso e fatto con senso profondo di responsabilità; ma non idolatriamo ciò che é umano e non umanizziamo ciò che é divino, nemmeno per abuso di linguaggio che porta confusione nelle coscienze, anche se nessuno pensa a dire cose non vere". E ancora il 24 febbraio, dopo la pubblicazione sul "Popolo d'Italia" del testo integrale dell'intervento di Mezzasoma, l'organo papalino interveniva con una seconda nota ancora più dura ed esplicita a dimostrazione che , proprio in prossimità della dichiarazione di guerra dell'Italia alle plutocrazie materialiste, il Vaticano si schierava contro il "regime" e quindi in pratica contro l'Italia. Comunque la polemica con il Vaticano era già nell'aria ancora da prima tanto é vero che nel corso del Convegno non era stata elusa l'analisi della posizione della mistica fascista di fronte alla mistica religiosa e, particolarmente, a quella della religione cattolica romana. A conclusione del Convegno il Direttore della Scuola di Mistica Fascista, Niccolò Giani, rispose con queste parole alle note vaticane ancora prima che queste venissero lette e pubblicate: " Occorre sbarazzare, definitivamente sbarazzare, e mi pare che Fernando Mezzasoma l'abbia fatto in modo impeccabile, - tale anzi da soddisfare il più ortodosso dei fascisti cattolici o dei cattolici fascisti - il campo da questa confusione: mistica-religione.  No.  C'é una mistica che é politica, esclusivamente politica perché riguarda il finito, l'umano, quello che c'é in questa terra. C'é invece un misticismo che é religioso, esclusivamente religioso. Ci potranno esere analogie, ci potrà essere confluenza di scopi anche, ma il rapporto é di demarcazione netta, così come quello che intercorre tra l'umano ed il divino, tra il terreno che é spirito e materia ed il soprannaturale che é Dio, anima. "

Stelvio Dal Piaz

da www.socialismonazionale.net

 

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