ARCHIVIO FEBBRAIO 2007

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Giro, giro, giro il "tonto"

Non potevamo non pubblicare questo arguto articolo del buon camerata siculo Antonino Amato.

Rassicuratevi, non è un errore di battitura: ho scritto proprio "tonto". E, per darvene conto, vi illustro un proverbio del mio paese: "Un babbu (scemo) è più pericoloso di un malandrinu (brigante)".

A commento della crisi, alcuni rappresentanti della "sinistra radicale" hanno indicato i 3 senatori a vita che si sono astenuti come responsabili della crisi e come "sicari dei poteri forti": Andreotti (Vaticano), Cossiga (USA) e Pininfarina (Confindustria). E’ una tesi scema che vede, dietro ad ogni insuccesso, le trame dei poteri forti. Costoro fingono di non sapere e di non capire che in Italia navighiamo tutti nell’acqua dei poteri forti. E che, se si fossero mossi realmente i poteri forti, non sarebbero mancati 2 voti, ma…. 80 voti.

Prodi vittima dei poteri forti? Io penso che Prodi sia vittima della sua "cupidigia di servilismo". E che, tutto preso dal suo desiderio di compiacere USA/Israel, faccia e dica delle cose che rasentano la cretinaggine. Prendete la crisi del Libano. Ai Libanesi venivano imposti dei controlli. E qualcuno insisteva perché "si stendesse un controllo alle frontiere tra Libano e Siria". Senza successo, perché a molti sembrava una misura eccessivamente lesiva della sovranità libanese. Fu a questo punto che Prodi avanzò la proposta, invero peregrina, di "inviare ai confini tra Libano e Siria dei poliziotti italiani senza divisa e senza armi".

La proposta era troppo scema e fu accolta nel silenzio generale. Ma non è questo il punto, Il punto è:

Prodi avanzò quella proposta senza consultarsi con alcuno;

Prodi era disposto a mandare qualche centinaio di nostri poliziotti a fare da controllori di eventuali traffici strani e a mandarceli disarmati;

a Libanesi e Siriani pesava il controllo altrui, non se il controllo veniva esercitato da gente armata oppure da gente disarmata. Fu a questo punto che, volendo dare a Prodi la qualifica di "statista intelligente", avanzai la proposta che si inviasse in quella regione delle "crocerossine senza divisa e senza mutande". E sfido chiunque a dimostrarmi che la mia proposta (inviare delle crocerossine senza divisa e senza mutande) è diversa dalla proposta di Prodi (inviare dei poliziotti senza divisa e senza armi).

Dopo la prima cantonata, la seconda su Vicenza: Prodi ha dato il consenso sul raddoppio della base USA di Vicenza in solitudine, senza consultare alcuno. E la cosa non piacque alla "sinistra radicale" (1). Lo avevo già scritto io che sono un quilibet qualunque. Ma lo conferma Francesco Verderami sul "Corriere" (1): "Il primo colpo di piccone risale a quando Prodi ufficializzò la scelta di Vicenza sull’ampliamento della base americana, un atto che Bertinotti giudica unilaterale e non giustificato". Ed ancora: "In principio fu solo un sospetto, che divenne certezza nel momento in cui il ministro della Difesa gli spiegò come una soluzione alternativa ci fosse, ma ora che Romano si è impuntato non c’è più nulla da fare" (1).

Io interpreto: gli USA ci hanno imposto di riordinare, potenziandole, le loro basi in Italia; ci hanno anche imposto dove potenziarle. Ed è qui che Romano Prodi corre incontro agli USA offrendo Vicenza. Perché Prodi sogna di essere ricevuto alla Casa Bianca e di essere chiamato "amico" da George W. Bush. E, per arrivare a questo risultato, è disposto a dare Vicenza. E, se necessario, la parte meno nobile del suo corpo.

***

Se le cose stanno così, e stanno così, di che "poteri forti" va cianciando la "sinistra radicale"? In questa vicenda ha ragione il vecchio Scalfari, quando sosteneva che, nel centrosinistra, c’erano alcuni "intelligenti" assediati da molti "stolti". Gli intelligenti erano coloro che avevano sottoscritto il programma, blaterando di "discontinuità con il Governo Berlusconi" e di "rivedere le servitù militari". Lo avevano detto e scritto per prendere per i fondelli il popolo bue. Gli stolti erano quelli che ci avevano creduto. Alle promesse scritte di Prodi e della sua corte dei miracoli.

Il "programma" sottoscritto e sbandierato per farsi votare? E’ una baggianata, il solito imbroglio teso alla credulità degli elettori. E non lo dico io, lo dice Follini, un intelligente eletto con il centrodestra che va a fare comunella con gli intelligenti del centrosinistra (2). Del resto, come dissero Marz ed Engels nel 1848: "Intelligenti di tutti il mondo, unitevi". E loro si uniscono. A capotavola Prodi.

Non mi credete? E allora beccatevi questa citazione del "Follini pensiero": "Rappresentano un passo. L’inizio di un cammino. Il segno che si è imboccato un senso. Ho detto molte volte che Prodi doveva sottrarsi alla sacralità e agli automatismi della campagna elettorale che l’ha portato a Palazzo Chigi….. ci siamo incatenati alla retorica del programma elettorale, dai 5 punti del contratto di Berlusconi con gli Italiani, alle 281 pagine dell’Unione" (2). Fuori dal politichese: abbiamo vinto le elezioni. Ora mangiamo alla faccia dei coglioni che ci hanno votato.

***

Intendiamoci: se cadesse Prodi, subentrerebbe la CdL. E lì, in fatto di servilismo verso USA/Israel, sono piuttosto collaudati. Ed è in queste condizioni che io, modestissimo commentatore di periferia, non mi sento di mettere sulla croce la "sinistra radicale" se, pur di stare alla mangiatoia, si dichiara disponibile ad ingoiare i rospi che Prodi le farà inghiottire. Ma mi meraviglia alquanto che la "base" strilla e strepita contro gli unici 2 senatori che "hanno votato secondo coscienza".

Mi chiedo e chiedo: costoro non capiscono che, Berlusconi o Prodi, centrodestra o centrosinistra, siamo sudditi di USA/Israel? Credono ancora alla favola bella della "liberazione"? Ma, allora, sono proprio scemi. E meritano che USA/Israel li tratti come iloti.

I pochi uomini liberi sputano su questo merdaio e se ne tirano fuori. E’ già successo "a destra", sta avvenendo "a sinistra". E da qui, dagli "uomini liberi" bisogna ricominciare.

Antonino Amato

  1. "Il Professore e l’asse incrinato con Bertinotti" in "Corriere della Sera" del 24 febbraio 2007, pagina 1;

  2. "Ecco perché ho deciso di sostenere il governo" in "Corriere della Sera" del 24 febbraio 2007, pagina 5.

Dopo il carnevale di Rio… quello italiano!
di Giuliano Castellino

Le dimissioni di Prodi sono solo l’ultima sceneggiata di una maggioranza che non è mai esistita e la sconfitta dei neo-comunisti italiani, targati Goldman Sachs.
I progetti, prima delle elezioni dell’aprile del 2006, erano altri.
Primo, distruggere il Cavaliere e far terminare la cosiddetta "era berlusconiana".
Prendere il potere, liberalizzare e privatizzare tutto per poi ricreare la Balena Bianca.
Ma qualcosa è andata di traverso e anche questa volta il “salvatore della patria” è stato il Buon Silvio.
Nel ’93, dopo il colpo di Stato attuato dal Pds e dalle toghe rosse ( attuato a suon di mandati di cattura e tintinnii di manette) ci salvò dal comunismo; oggi ci sta salvando dall’offensiva democristiana-comunista.
Ma procediamo per gradi.
L’Unione era convinta di sconfiggere Berlusconi e di avere la maggioranza del Paese, ma il voto ha dato ragione al Cavaliere di Arcore, che non solo ha perso per una manciata di voti, ma il suo partito, Forza Italia, è stato il partito più votato e lui si è riconfermato capo indiscusso della coalizione di centrodestra.
E la sua personale vittoria, oltre ad abbassare le penne ai neo-comunisti (ai quali non sono bastati cinque anni di opposizione, denigrazione ed accanimenti giudiziari per distruggere il Cavaliere) ha infranto i sogni di gloria dei franchi tiratori Fini e Casini.
Anche loro, certi della fine del Berlusca, non fecero campagna elettorale e si erano già preparati a sostenere il ritorno della Balena Bianca, nelle migliori delle ipotesi, oppure, nell’ipotesi meno conveniente, a diventare i leader della nuova Casa delle Libertà, orfana del suo fondatore e leader indiscusso.
Ma come abbiamo visto non tutte le ciambelle riescono col buco e i risultati elettorali hanno stravolto i piani.
I neo-comunisti sono al potere per pochissimi voti, Forza Italia è rimasto il primo partito e le zavorre democristiane sono ancora costrette a parassitare nei due Poli.
Ed arriviamo ai giorni nostri.
Da subito, Berlusconi, propose larghe intese, ma l’Unione rifiutò e sono arrivati al collasso dopo appena 10 mesi.
10 mesi vergognosi, ridicoli, drammatici.
10 mesi di liberalizzazioni, tasse e privatizzazioni. 10 mesi di politica estera confusa e contraddittoria. 10 mesi di repressione, leggi speciali e liberticide, sgomberi e ritorno all’antifascismo. 10 mesi di attacco alle categorie, alle pensioni ed all’energia pubblica. 10 mesi di leggi a favore dell’immigrazione selvaggia e degli immigrati.
Ma soprattutto
10 mesi di carnevale
Dove comunisti, democristiani, liberali, forcaioli e garantisti hanno fatto finta di farsi la guerra ed a volte l’hanno fatta per davvero.
Anche l’Udc ha fatto la sua parte, strizzando più volte l’occhio ai democristiani dell’altra parte, ma anche loro, per forza di cose, come tutta la politica italiana, hanno dovuto e devono continuare a fare i conti con Berlusconi.
Solo il Cavaliere ha una vera maggioranza, assoluta (non è un caso che è stato l’unico governo a terminare il suo mandato in 60 anni di Repubblica!), oggi anche senza il partito di Casini.
Quindi, i neo-comunisti potranno inventarsi i giochi più stravaganti, ma sono destinati ad andare a casa.
Per una serie di motivi.
Nessuna larga intesa potrà abbracciare Pdci, Verdi e Rifondazione con i Dc su Tav, pensioni e politica estera.
L’unica intesa (tagliando le ali della sinistra radicale) possibile sarebbe quella con il Berlusca, che, per fortuna nostra, ha già risposto “state bene così!”.
Infine, è stata proprio la sinistra a voler staccare la spina, perché se è importante gestire il potere, è altrettanto vero che loro, i sinistri italioti, hanno un sottopotere da mantenere, un sottopotere che gestiscono da oltre mezzo secolo. Un sottopotere, forse, più importante, fruttuoso e redditizio del potere stesso.
Piccoli esempio: la Cgil, dal 1 gennaio ad oggi, rispetto all’anno scorso, ha perso oltre il 30% dei tesserati, causando un gran bel danno economico e soprattutto contrattuale (anche perché oggi i confederati gestiscono anche il Tfr!).
Quindi a questa banda di antifascisti e speculatori non resta che andare a casa…
Questione di mesi.
A meno che, Fini e Casini non decidano di vendersi al nemico, facendolo sopravvivere almeno fin quando sarà impossibile per il Cavaliere ricandidarsi per Palazzo Chigi.
Ma la vediamo dura…

E per la destra radicale si prospettano grandi battaglie.
Anche perché, la legge elettorale che vorrebbero fare non prevede grosse modifiche, se non l’aumento dello sbarramento per i partiti fuori le coalizioni.
Problema che non riguarda chi da tempo ha deciso di sostenere Berlusconi ed il centrodestra.
Inoltre, da 10 mesi a questa parte, almeno per quanto riguarda la Fiamma, ci sono state belle novità crescite ed aumento di consensi, a danno sì di altri “colleghi” d’area, ma anche a danno di chi non è stato poi così di destra e pronto a dar battaglia al comunismo del terzo millennio.
Inoltre, al solo parlare di Dc, sia l’Udc e Rotondi, al popolo del centrodestra fa addrizzare i capelli.
Quindi non ci sembra poi così impossibile recuperare quei 18.000 voti (questa è la differenza tra la Fiamma e la strana coppia Dc-Psi) che non ci hanno permesso di portare, lo scorso aprile, il nostro manipolo in quell’aula sorda e grigia…   

Ora, come sempre, tutti sotto a lavorare.
Destra radicale, urgenza nazionale.

Ma che bel mondo di merda che vi siete costruiti...

Le grandi menti dell’epoca, ovvero piu’ o meno tutti tranne i poveri retrogradi « reazionari » o « fascisti », sanno bene e non cessano di ripetere con la piu’ tenace convinzione che non sia mai esistita un’eta’ d’oro e che ogni nostalgia, seppur misurata, malceli una nevrosi mentale nutrita di paure, di ignoranza ed oscurantismo.

Partendo da tale principio non conviene rivolgersi al passato se non per denunciarne gli odiosi crimini e felicitarsi di vivere in un mondo in cui il consumismo ha preso il posto delle ideologie ed in cui l’imbastardimento universale ha sostituito le identita’ ereditarie, criminogene per natura come ognuno di voi ben sa.

E sia. Gioiamo dunque insieme agli adoratori di tale fortunato nuovo dogma e rallegriamoci ad ogni risveglio in questa societa’ in cui tutte le diversita’ (eccetto quelle monetarie, ovviamente…) sono state estirpate e in cui l’individuo un tempo arroccato allo spettro soffocante del determinismo, e’ stato finalmente affrancato.

Senza radici, senza luoghi definiti, senza gerarchie ne’ ordini superiori, egli e’ infine libero di errare attraverso la propria esistenza alla ricerca di fini e giustificazioni che il proprio ipertrofico ego finira’ per trovare nel consumismo compulsivo. Non bisogna far altro che camminare per le strade, per osservare fino a che punto cio’ lo renda raggiante.

Avendo conquistato l’accesso al paradiso dell’indifferenziazione, egli non ha piu’ alcun amico ne’ nemico e ci domandiamo a questo punto come si pretenda che egli ancora difenda una vittima con la quale non sente piu’ connessione che con i suoi aggressori. Quest’uomo potra’ allora gustare la bellezza della solitudine nel regno del Se’, dimora un tempo riservata a qualche artista o altro carattere e spirito fuori dal comune.

Ma questi tempi odiosamente elitari sono finiti, e ognuno diviene uomo eccezionale con il diritto di arrogarsi una porzione di liberta’ il cui peso immenso e schiacciante porto’ in passato alla luce tante menti geniali.

Sbarazzati dell’orrore di matrimoni combinati, obblighi familiari, doveri reciproci ereditati e di estrazione di classe, i moderni sghignazzanti possono finalmente godere dell’assistenzialismo statale, di chat su Meetic, di salotti televisivi e reality show, di seratine in solitaria playstation e di uscite senza senso ne’ divertimento in balia di di droghe e cocktail dozzinali.

L’uomo moderno vive, pensa e agisce come un porco, ma per scelta.

E quest’ultima e’ l’unica cosa che conti…

Zentropa

I 5 euro di Diliberto

Alla manifestazione di Vicenza una manifestante chiede a Olivero Diliberto un contributo per il viaggio fatto dalla Calabria e lui dà 5 euro.

[guarda il video]

ROMAGNOLI: ELEZIONI SUBITO, SONO GLI ITALIANI CHE LO CHIEDONO

“Mi rivolgo direttamente al Presidente Silvio Berlusconi affinché nessuno dei partiti della Casa delle Libertà sorregga in alcun modo questo governo moribondo. Sono gli Italiani che lo chiedono a gran voce: nessun esperimento di governo tecnico, o di Unità nazionale”. E’ quanto dichiarato dal segretario nazionale della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli appresa la notizia della sconfitta a palazzo Madama dell’attuale Esecutivo. “Che questa fosse una maggioranza allo sbando era nell’aria – ha sottolineato Romagnoli – altri eventi avevano evidenziato le enormi differenze in seno alla coalizione. Un programma ambiguo quanto ampio dimostra il tentativo, vano, di concilare l’inconciliabile. E le opposte visioni, che in politica estera dovevano prima o dopo emergere – ha aggiunto –, si sono scontrate anche sulle possibili soluzioni ai problemi strutturali del Paese, mettendo in più occasioni alle corde il governo Prodi. Era quindi nell’aria che venissero sconfitti, come era stato già preannunciato dal consapevole D’Alema, e tale sconfitta è solo il frutto delle loro stesse contraddizioni. In questo momento il Paese ha bisogno di certezze e l’unica cosa seria da fare è tornare al più presto alle urne e verificare il sentire degli Italiani per questo governo e questa maggioranza che li vedrà certamente sconfitti”.

 

Sassi a colazione

da www.beppegrillo.it

Per fortuna che in Italia ci sono le associazioni.

L’Unione Nazionale dei consumatori ha pubblicato un articolo che ridicolizza il mio post “Ferramenta ambulanti” che riportava l’elenco di prodotti alimentari contenenti metalli vari.

Ho inviato questa lettera all’associazione:

“Cari amici,
mi riferisco al vostro articolo:”La paura del nulla” nel quale volete rassicurare che le cose dette su Internet riguardo a metalli contenuti nei prodotti di marca sono stupide e allarmistiche.
Trovo il vostro comportamento riprovevole perchè si deve sempre citare la fonte.
Bene la fonte è stata il mio blog con il post del 7 dicembre intitolato: “Ferramenta ambulanti” con una spiegazione ulteriore in coda all’articolo.
Vi comunico che la fonte delle mie informazioni proviene dall’istituto di ricerca più apprezzato del mondo sulla ricerca delle nanopatologie i cui direttori sono a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento. Per collegarvi con loro, che per ora vogliono rimanere anonimi, mettetevi in contatto con me.
Meno male che siete dalla parte dei consumatori.”

Riporto l’elenco dei prodotti:

Pandoro Motta: Alluminio, Argento
Salatini Tiny Rold Gold (USA): Ferro, Cromo, Nichel (cioè acciaio), Alluminio
Biscotti Offelle Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio
Biscotti Galletti Barilla: Titanio, Ferro, Tungsteno
Macine Barilla: Titanio
Granetti Barilla: Ferro, Cromo
Nastrine Barilla: Ferro
Bauletto Coop: Ferro, Cromo
Plum cake allo yogurt Giorietto Biscotti: Ferro. Cromo
Ringo Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio
Pane carasau (I Granai di Qui Sardegna): Ferro, Cromo
Pane ciabatta Esselunga: Piombo, Bismuto, Alluminio
Pane morbido a fette Barilla: Piombo, Bismuto, Alluminio
Paneangeli Cameo: Alluminio, Silicio
Pane Panem: Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto, Manganese
Cornetto Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (cioè acciaio)
Biscotto Marachella Sanson: Silicio, Ferro
Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio, Alluminio
Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio
Cacao in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel
Tortellini Fini: Ferro, Cromo
Hamburger McDonald’s: Argento
Mozzarella Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel
Chewing gum Daygum Microtech Perfetti: Silicio (cioè vetro)
Integratore Formula 1 (pasto sostitutivo) Herbalife: Ferro, Titanio
Integratore Formula 2 Herbalife: Ferro, Cromo

I metalli elencati sono tutti sotto forma di particelle nano e micro-metriche (nano = dal miliardesimo al decimilionesimo di metro, micro = dal milionesimo al centomillesimo di metro).
Per particelle si intendono “sassolini” composti da una grande quantità di atomi, e questi sassolini non sono utilizzabili dall’organismo che non è in grado di ricavarne gli elementi (oligoelementi) necessari per il metabolismo.

È fondamentale sapere che le particelle in questione non sono biodegradabili e non sono biocompatibili. Come tali non sono utilizzabili e sono patogeniche.
I metalli, una volta ingurgitati, vanno tranquillamente dall’apparato digerente al sangue, dal quale sono portati dappertutto.

C’è però una buona notizia per le Coop.
Il panettone della Coop ha superato ogni esame e non contiene alcun metallo.

E poi dicono che Consorte non arriverà a mangiare il panettone a Natale: su quello che mangia lui va sul sicuro!

FIAMMA TRICOLORE: SOLIDARIETA’ A LUIGI CIAVARDINI

“Piena ed incondizionata solidarietà a Luigi Ciavardini, vittima di una persecuzione di stampo leninista e prigioniero in attesa che un’altra vergogna italiana compia il suo corso: la sentenza di cassazione sulla strage di Bologna”. Così Giuliano Castellino, segretario provinciale romano della Fiamma Tricolore, commenta a caldo la notizia della condanna, in primo grado, dell’ex nar a 7 anni e 4 mesi, contro i 4 anni e 4 mesi richiesti dal pm. “Testimoni che lo collocano, nell’ora e nel giorno della rapina, a chilometri di distanza, una singola impronta digitale a lui ascritta con il minimo dei punti di contatto e subitaneamente cancellata dalla particolare procedura, durata peraltro più di un anno, una busta trasparente che, a detta dell’accusa, sarebbe servita ad occultare una pistola”. Castellino continua a ruota libera “il pm aveva chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi, la quale, con i tre anni di indulto che sarebbero spettati a Luigi e considerati i mesi di reclusione cui è stato sottoposto, avrebbe comportato la scarcerazione immediata”.
“Luigi ha già pagato il proprio tributo alla giustizia per i reati commessi e non, ma oggi va considerato, senza giri di parole, un prigioniero. Il 14 marzo la Cassazione si pronuncerà infatti sulla strage di Bologna, mentre giudici, politici appartenenti all’intero arco parlamentare, giornalisti e storici concordano nel ritenere che la strage non sia ascrivibile ai tre ex nar – Ciavardini, Mambro e Fioravanti – ma che si debba cercare in altri ambienti esecutori e mandanti”
“Questa persecuzione giudiziaria – conclude Castellino – fa fortemente vacillare il comune sentimento di giustizia e, per questa via, la fiducia verso uno Stato più concentrato sulla svendita del proprio patrimonio che sul ripristino di una giustizia sin troppo assente nelle aule di tribunale”

L'amministrazione più para-cool d'Italia

Incredibile a dirsi, ma pare addirittura che Palermo risulti prima in una classifica de Il Sole 24 ORE per il rapporto tra multe e imposte. Gli introiti delle multe sono pari al 32% delle entrate fiscali comunali. Inutile raccontare che buona parte di queste multe derivino dallo sfruttamento illegale delle strisce blu che allagano una considerevole parte della nostra città. Eppure chi di voi pagherebbe un centinaio di euro ad un posteggiatore abusivo? Peccato che il "parcheggiatore abusivo" in questione sia però il Comune di Palermo! Sappiamo tutti che per legge chi commette una rapina finisce in galera...ma non è sempre così perchè tutto DIPENDE dalla natura del rapinatore! Se si tratta di un poveraccio costretto dalla fame e dalla necessità di sfamare una famiglia, allora la sua foto e il suo nome finiscono sul Giornale di Sicilia occompagnata da una commovente intervista alla signora che si è spaventata e un trionfale compiacimento nell'arresto del cattivo di turno. E se a rubare è un politico? Tangentopoli c'ha insegnato che nel peggiore dei casi, effettivamente si finisce sul giornale, poi, dopo un breve periodo di oblio mediatico, si può tornare in parlamento riciclandosi in Forza Italia, nell'Udeur e politicanteria elencando. MA SE A RUBARE E' TUTTA L'AMMINISTRAZIONE di una città? Il colpevole è troppo astratto per finire in galera e comunque -->G U A I<-- a criminalizzare sui media un'amministrazione. Specialmente in Sicilia dove l'informazione si lascia trasportare dalle "forze" del vento di turno.

Fortunatamente a Palermo c'è anche chi ha "lo zero virgola" soltanto perchè in passato non ha coltivato nessuna clientela. C'è chi si sente rispondere dal direttore di un giornale incontrato per fortuna, o disgrazia, davanti il bar Aluja che "ai fascisti non pubblichiamo comunicati stampa". C'è chi nonostante tutto, spinto dall'amore incondizionato verso la propria gente, sacrifica tempo e soldi in un'idea ben definita del mondo che vorrebbe.

E' con questo spirito che la comunità militante di Palermo Antagonista fa politica nelle scuole e nelle strade. Non esiste nessun cazzabubbo, nessun massone, nessun signore dell'alta politica nostrana che può portarci soggezione. Un cretino per noi è un cretino. Un corrotto è un corrotto. Un'amministrazione comunale che sfrutta ILLEGALMENTE delle strisce blu per racimolare soldi da investire in improbabili ponti pedonali in via regione siciliana ideati da architetti di prestigio internazionali, in monumenti che tutto, sottolineo tutto, sembrano tranne che monumenti, da investire in manifestazioni culturali inutili....un amministrazione del genere è per noi un'amministrazione CRIMINALE. La gente muore di fame, non ha lavoro, non ha una fissa dimora e nessuno si occupa di loro se non sotto le elezioni, se non con promesse "agli amici" che hanno portato voti. E guarda, compaesano, che qui non si parla di centrodestra e basta. Qui si parla di tutti coloro che la politica la fanno per mestiere o per prestigio personale. E questi sono cani senza padrone, sono i famosi ballerini con la faccia pulita e la parlantina politicamente corretta.

Eccoci qui, dunque, a cercare di farvi rialzare la testa evitandovi di pagare il pizzo per eccellenza del Comune di Palermo. Negli ultimi mesi ci siamo impegnati a far conoscere alla cittadinanza la possibilità di non pagare le multe per le soste nelle strisce blu illegali, quelle poste all'interno della carreggiata. Nelle prossime settimane continueremo il nostro intento organizzando nel centro cittadino dei punti d'informazione per distribuire i moduli per i ricorsi. Nel frattempo potete già scaricarli dal sito www.soccorsosociale.org. Tranquilli, i rimborsi sono assicurati!

Aiutaci a difenderti. Aiutati a non farti fregare!

Palermo Antagonista

60 anni di occupazione,

coerenza di sinistra...

Da 60 anni il Movimento Sociale Italiano prima, Fiamma Tricolore adesso, afferma che l'Italia è occupata dagli USA. Da 60 anni tutto il panorama politico Italiano nega e contrattacca, accusando MSI prima, Fiamma Tricolore adesso, di essere fascisti, intolleranti e razzisti, confondendo volutamente l'amor di patria con l'odio contro lo Stato. In prima linea, le sinistre, con il PCI di Togliatti fino ad arrivare ai nostri giorni. 60 anni in cui i movimenti di destra radicale sono stati denigrati ed i suoi militanti offesi e discriminati, nelle scuole, nelle fabbriche, nella società.
Oggi, 17 febbraio, con la manifestazione di Vicenza viene dimostrata l'incoerenza di quel panorama politico Italiano, soprattutto di queste sinistre che hanno voluto l'installazione delle basi nel paese, per garantirsi l'immunità dai patrioti d'Italia. Oggi la sinistra di Filiberto, di Bertinotti, dell'ala comunista radicale del parlamento vogliono offendere ancora l'Italia,ancora gli Italiani, violando i patti che essi stessi fecero con gli USA che NOI non abbiamo MAI voluto ma abbiamo DOVUTO accettare. Oggi l'ala della sinistra radicale lancia i suoi slogan,
speranzosa di far dimenticare le responsabilità per cui la caserma Ederle esiste, speranzosa che nessuno sollevi la coltre che nasconde la storia e che rivelerebbe delle colpe a suo carico ben più infamanti, dalla resistenza ad oggi.
Cari "compagni", vi piace proprio tanto esser presi per i fondelli da una sinistra che DICE di voler la pace e vota per restare in Afghanistan? Che DICE di non voler la base ma l'unica cosa che fa è MANIFESTARE quando potrebbe benissimo IMPORRE la propria volontà al primo ministro FANTOCCIO? Che DICE di voler curare gli interessi della classe operaia ed accetta le scempiaggini di un sistema bancario usurocratico che vi sta succhiando il sangue?

Quando, "compagni", vi stancherete di esser presi in giro da questi truffatori e deciderete di mandarli in un luogo che si conviene ai traditori?

Oggi l'ala radicale della sinistra manifesta in piazza in forze, per nascondere le proprie incoerenze, perchè viene messa davanti a tutte le contraddizioni che la costituiscono sin dalle basi, sin dalla carta costituzionale in poi. Il baldacchino di menzogne scricchiola, da alcuni anni in modo sempre più vistoso.

Prodi dovrà tenere insieme la sua maggioranza col Vinavil...

Billo Dario
www.fiammavicenza.it

Latina, crisi An: Osanna (Azione Giovani) lascia per la Fiamma

La federazione provinciale di Latina di Alleanza nazionale perde pezzi. Nel pomeriggio Francesco Osanna, presidente di Azione Giovani, il raggruppamento giovanile di Alleanza nazionale, ha annunciato la sua uscita - e quella di un folto gruppo di aderenti - dal partito per entrare nella Fiamma Tricolore, con cui si candidera' alle prossime elezioni amministrative del capoluogo pontino.

La decisione e' stata motivata con un forte disaccordo nei confronti dello stato attuale della federazione di Latina di An. "È un partito che non da' piu' spazio ai giovani; sono anni che cerchiamo di farci ascoltare, - spiega Osanna - ma l'unico che ci ha dato garanzie nel partito e' stato l'attuale sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo. Dopo di lui, le segreterie che si sono succedute sono state determinanti per creare lo sfascio ed eliminare il collante tra i giovani e An". Osanna entra nella Fiamma perche' "e' un partito - afferma - in cui vi sono opportunita' di rinascita politica", per costruire politiche in favore dei giovani e per continuare a sostenere Zaccheo.

Come sottolineato anche da Gianluca Iannone, della segreteria nazionale della Fiamma, in base all'accordo nazionale il partito e' nella Casa delle liberta' e, in questo senso, sostiene i candidati espressi dalla coalizione. Insieme a Osanna escono da An molti appartenenti ad Azione Giovani: lo seguiranno, secondo quanto ha dichiarato, "quasi l'82 per cento delle tessere di Azione Giovani e 400 tessere di An".

Tra le priorita' che la Fiamma intende perseguire anche in provincia di Latina ci sono il diritto alla casa per tutti e il ritorno alla gestione completamente pubblica dell'acqua.

 

 

 

LA FIAMMA TRICOLORE CHIEDE

LO SCIOGLIMENTO DELLA C.G.I.L

“Se è giusto che per i drammatici fatti di Catania si chiudano gli stadi ai tifosi, per critiche alla politica israeliana si rischi la galera, per la falsa scoperta di armi di distruzione di massa si invadano, in via preventiva, stati sovrani, allora è giusto che questo Governo disponga l'’immediato scioglimento di una organizzazione sindacale che, oggi come 25 anni fa, annovera tra le proprie fila terroristi riconosciuti”.

E' quanto dichiara Gianluca Iannone, componente della Segreteria nazionale della Fiamma Tricolore. “Un coro indignato da parlamentari, consiglieri regionali, comunali, rappresentanti di influenti comunità e associazioni, sindacati, si è levato contro le nostre iniziative fatte solo di conferenze, dibattiti nelle scuole, occupazioni di spazi abbandonati, manifesti e volantini,– prosegue Iannone.

Un clima di paura ed odio è stato scatenato dai post-comunisti intorno alla nostra azione politica. L’antifascismo militante è tornato sulla labbra di tutti coloro che avrebbero voluto fermare la crescita dei nostri consensi; oggi apprendiamo che neonate formazioni brigatiste si preparavano ad arginare, con le armi, una crescita imputabile solo alla credibilità politica conquistata con lavoro e coerenza, ma nessuna solidarietà arriva da coloro che hanno fomentato l'’odio e cresciuto, all'’interno delle proprie organizzazioni, tali fenomeni devianti”. “Per tutto questo, conclude l'’esponente della Fiamma Tricolore ,– chiediamo la messa fuori legge di un sindacato che continua a dimostrare di avere il vizietto dell'’eversione”.

FINE DI SPACCIO

 

 

"BRIGATE ROSSE: ARIECCO GLI SCEMI DEL VILLAGGIO ( GLOBALE...)

IO NON LI CAPISCO...

di Miro Renzaglia

Dunque, a detta degli organi d’informazione, è stata sgominata una ricostituita costola neonata dal cadavere defunto delle vecchie e mai sufficientemente morte, Brigate Rosse...

Fermo restando che io dubito sempre, dubito molto, dubito in eccellenza del dubbio stesso, faccio conto che sia così come ce l’hanno raccontata (e continueranno a raccontarcela...) e recito di seguito...

io capirei...

si trattasse di un movimento artistico ispirato al surrelista: scendere per strada e sparare a caso sui passanti...

io capirei...

si trattasse di una conventicola devota al culto del dio Mitra, e il sangue del qual aspiravano aspergersi fosse quello di un toro votato al loro innalzamento ai fasti della resurrezione...

io capirei...

fosse, la loro, una mania etica di clericali atei inquisitori del malcontento vissuto, della nefandezza e della escusatio non petita, accusatio manifesta...

io capirei...

se ci fosse un pertugio da dove la lotta armata potesse far sortire, non dico la rivoluzione ma, almeno, un sovvertimento avvertibile dello stato qua non...

io li capirei...

se le loro azioni iniziali e iniziatiche avessero avuto come bersagli - che so? - la sede italiana del Fondo Monetario Internazionale o della Banca Mondiale oppure, tutt’al meno, la centrale della Banca Nazionale anziché, com’è stato, la piccola sezione politica di Forza Nuova...

io li capirei...

se si fossero ricostituiti facendo sfoggio di un teorema che avesse un minimo di corrispondenza con la realtà, con la politica, con l’incedere incessante di un tempo che li ha trovati morti e defunti prima ancora di nascere...

io li capirei...

se fossero dichiaratamente nichilisti... Ma di quel nichilismo aspro e per niente convertito alle aspirazioni di un mondo migliore che sarebbe lì ad attendere l’umanità appena svoltato l’angolo di qualche omicidio o di qualche strage a miglior conquista...

io li capirei...

...ma siccome si dichiarano “prigionieri politici” e, quindi, presumono di loro stessi essere un’avanguardia, senza retroguardia alcuna, di una rivoluzione che non ha neanche sfiorato l’anticamera della possibilità storica...

io non li capisco...

Ora, non voglio dire con ciò che, siccome non li capisco, li condanno:

il giudizio spetta solo agli dèi... (o a dio, se preferite...)...

ma mi domando e chiedo:

possibile che la mamma degli imbecilli sia sempre incinta?

possibile che la storia, per di più recentissima, non abbia insegnato niente a costoro?

possibile che i miti della lotta di classe, della lotta armata, della lotta contro il nemico di sempre (noi: fascisti...), perpetuato a scanso di ogni evidente inconsistenza per gli effetti di una ipotetica rivoluzione proletaria (ma i “proletari” esistono ancora?), non abbia lasciato la benché minima eco nei cervellini dei ricostituiti nella stella a cinque punte?

chiedo, debolmente ma sinceramente, pietà per loro, per la loro misera materia grigia, per la loro manifesta incapacità di intendere e di volere...

il mondo gira esattamente al contrario delle masturbazioni immaginanti chissà quali migliori mondi a venire per estro delle loro splendide, ed eroiche, e rivoluzionarie pratiche necrofile...

ma loro non se ne sono accorti...

...

Pace agli uomini di buona volontà e di media (perché la “media” basta a fare di un cretino una persona di qualità sufficiente a non commettere corbellerie, come hanno fatto i ricostituiti nelle brigate che di “rosso”, a parte la bandiera, hanno solo il tramonto delle loro residue cellule cerebrali...).

Articolo su *Casapound apparso sul nuovo numero di Zain.net

*Occupazione non conforme sede della federazione romana della Fiamma Tricolore

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"E levate a cammesella"

Ha ragione Eugenio Scalfari quando scrive che nel centrosinistra ci sono "pochi intelligenti assediati da molti stolti".

Rammentate? Al governo era insediato il centrodestra, appiattito su posizioni di ottusa sudditanza verso USA/Israel. E il centrosinistra era sulle piazze a denunciare la politica di sottomissione della CdL verso le "avventure belliciste di USA/Israel". Fu così, in nome di una "discontinuità in politica estera" che vinsero le elezioni.

Solo che "finita la festa, gabbato lo santo". Gli "intelligenti" sapevano che la "discontinuità" non era possibile perché gli USA, nel 1945, "ci avevano liberato". E noi, grati della "liberazione", ci eravamo loro consegnati legati mani, piedi e corna. Solo che, ora, bisognava convincere alla "realpolitik" i "molti stolti" che, dopo aver creduto alla "liberazione" e ad una alleanza con gli USA sul piano della parità, avevano anche creduto alla "discontinuità" promessa da Prodi.

Inizia così un balletto indecente. Prodi, come tutti i suoi predecessori, è legato agli USA e alla NATO. Deve dunque dire "signorsì" sia allo "ampliamento della base USA di Vicenza" sia alla "presenza dei soldati italiani in Afganistan". Solo che, in questo benedetto centrosinistra ci sono 2/3 di "intelligenti" che capiscono l’utilità della soggezione ed un 1/3 di "stolti" che sognano una libertà impossibile.

Ed allora si recita il vecchio copione della "commedia all’italiana". Un capo alla volta: si parte dalla "cammesella" per arrivare alle "mutande". Si era appena conclusa la "riunione dei 27" che aveva sancito un accordo sofferto: si accettava il "rifinanziamento della missione in Afganistan", ma si stabiliva che "non si aumentavano le forze" e che "l’Italia avrebbe promosso una Conferenza sull’Afganistan".

Due giorni dopo Arturo Parisi, a margine della riunione NATO di Siviglia, annuncia che l’Italia rafforzerà la "missione di pace in Afghanistan" inviando 3 velivoli di guerra (1). Potreste chiedere: "3 velivoli di guerra per una missione di pace"? Vi risponderei che, così chiedendo, vi schierate anche voi tra gli stolti.

Come se non bastasse, nella stessa sede, Parisi annuncia: "Il 2011 sarà un anno cruciale per una verifica sulla presenza delle forze NATO in Afghanistan" (1). E, alle proteste della "sinistra radicale", Prodi rassicura (2): 1) "è un dovere mantenere gli accordi", 2) ma "serve la conferenza di pace".

NO, non venitemi a dire che "Prodi è un bugiardo matricolato". Prodi è un "intelligente" che sa di parlare a degli "stolti". E, difatti, gli USA ci misero 500 anni ad "esportare la democrazia" in quello che oggi è il loro territorio metropolitano. Oggi il territorio è sicuro, i pochi Pellerossa superstiti stanno nelle riserve vittime dell’avvilimento e dell’alcol e la bandiera a stelle e a strisce svetta superba. Anche l’Afghanistan richiede i suoi tempi.

A questo punto scatta la controffensiva: Karzai verrà in Italia a chiederci di restare in Afganistan (3). Chi è Karzai? Un impiegato di una multinazionale USA, messo dagli "Alleati liberatori" a rappresentare gli Afgani. E il fatto che gli Afgani non ne vogliono sapere di Karzai e della "democrazia esportata dagli Occidentali" è un particolare irrilevante agli occhi delle persone "intelligenti". Solo gli "stolti" possono badare a simili argomentazioni. In ogni caso, Karzai è la carta vincente che Prodi cala sul tavolo del dibattito italiano. Con la speranza che tutti si facciano intelligenti. E che, se proprio non ci credono, fingano almeno di crederci.

***

Meno male che c’è Eugenio Scalfari ad illuminarci. Domenica scarsa ci illustrò la differenza tra "intelligenti" (impostori) e "stolti" (creduloni). Oggi si lancia in una furibonda filippica contro le ingerenze della Chiesa cattolica (4).

L’articolo è ben fatto ed argomentato. Ma, malgrado occupi una pagina intera del giornale, non spreca neppure 3 righe sulle "113 basi USA in Italia" e sul fatto che "soldati italiani debbano combattere e morire in Afganistan". Si parla di un "laicismo debole" di cui le gerarchie vaticane si profitterebbero per ingerirsi nella vita politica nazionale. E, malgrado la "intelligenza" di cui Scalfari fa spocchiosa mostra, non si avvede che il suo "laicismo debole" assomiglia tanto alle "ingerenze pretesche". Con una differenza: Scalfari, accetta di buon grado di essere "suddito fedele di USA/Israel" ma rivendica "libertà sessuale di darla e/o prenderla dove vuole"; il Vaticano, prende atto che siamo tutti nelle grinfie di USA/Israel, si astiene dal trattare le questioni generali, ma rivendica di fare da gendarme delle virtù sessuali degli Italiani.

***

Scalfari e la sua inutile "intelligenza" non ci aiuta. E il problema resta inevaso: che ci stanno a fare 113 basi USA in Italia? Per difenderci da chi? E perché, mentre i soldati USA bighellonano nello loro basi italiane, i soldati italiani devono stare in Afganistan?

Urgono risposte convincenti.

Antonino Amato

  1. "Parisi e la missione in Afganistan: un exit strategy fra quattro anni" in "Corriere della Sera" del 10 febbraio 2007, pagina 8;

  2. "Prodi: non lasciamo Kabul. La NATO: pace dal 2009" in "Corriere della Sera" dell’11 febbraio 2007, pagina 5:

  3. "La nuova carta di Palazzo Chigi: Karzai verrà a chiederci aiuto" in "REPUBBLICA" dell’11 febbraio 2007, pagina 6:

  4. "QUEI PATTI DIMENTICATI TRA STATO E CHIESA" in "REPUBBLICA" dell’11 febbraio 2007, pagina 1.

Video sulle Foibe: olocausto degli Italiani

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Roberto VIVE!

Stamattina è venuto a mancare il Coordinatore Regionale siciliano Roberto Zurlo.
Il Segretario Nazionale e tutti i militanti si stringono intorno alla famiglia e come lui avrebbe voluto continuano le battaglie per le nostre idee, per il nostro progetto con la stessa generosa determinazione che lui ha testimoniato per l'intera esistenza.

Per chi volesse partecipare:

il funerale si svolgera venerdì 9 febbraio, alle ore 10.30, nella Chiesa di Gesù Maria e Giuseppe in Piazza Parrocchia A. Resuttana, 1.

Oreste Scalzone torna in Italia: e allora?

No, non ci sto. Non mi unisco al coro di quanti a destra - ma anche a sinistra - gridano allo scandalo perché Oreste Scalzone dopo venticinque anni di esilio, vissuti peraltro dignitosamente e senza mai rinnegare, “beneficia” della prescrizione e rientra in Patria. Come non ci sto – e non ci sta neanche Scalzone – al fatto che personaggi dal livello basso quali Francesco Caruso, arruolati prima tra i new-globals ed oggi all’onorevole soldo delle istituzioni, lancino grida di gioia per il rientro in Italia di un militante che non ha mai risparmiato le sue critiche, spesso durissime, nei confronti di quella sinistra cosiddetta radicale che non è riuscita mai a far nulla di rivoluzionario se non dissociandosi, prima, dai propri compagni di lotta per autoproclamarsi, poi, antagonista.
E non si venga a raccontare che i latitanti parigini siano altra cosa da quelli madrileni o londinesi che, pure, sono tornati in Italia per pena prescritta o per scontarne qualche residuo. Un esempio su tutti: noi ci battemmo con determinazione per il rientro in Italia del “sovversivo” nero Massimo Morsello che fu accolto a Fiumicino da una folla di militanti e da qualche parlamentare di AN. Io non c’ero. C’erano invece molti degli esangui nipotini di Almirante che oggi vanno a manifestare contro il rientro del “sovversivo” Scalzone. Quei giovani che sono gli eredi di coloro che chiesero la pena di morte per i terroristi. Doppia per quelli di destra. Noi, al tempo ostaggi delle democratiche galere, non abbiamo dimenticato.
Con Oreste Scalzone ci siamo battuti negli anni’90 per la liberazione di tutti i prigionieri politici perché si potesse uscire definitivamente dalle logiche emergenziali e dai costruiti anni di piombo. “Non ho mai pensato ad amnistie colorate o al garantismo limitato agli amici, ho sempre ritenuto giusto aprire la porta anche al nemico fuggiasco. Ma per i forcaioli la mia inimicizia è totale, rossi, neri o grigi che siano”. Queste le parole recitate da Scalzone in risposta alla protesta organizzata da AG a Roma.
Altro stile, altro modo di proporsi a fronte della supponenza degli ex lottator-continui finiti negli angiporti istituzionali o, senza più eschimo ma in cachemire, nelle redazioni della stampa “borghese”che conta e che chiedono la grazia per il solo Adriano Sofri. Certo, non latitante; ma che ha trascorso il suo tempo da libero come opinionista e scrittore e che poi, condannato per omicidio, ha continuato a farlo da Pisa. Uomo di carcere e di schermo…
Altro stile a fronte di un Piperno piangente al suo rientro coatto in Italia e poi reintegrato nella docenza universitaria.
Lasciamo agli antifascisti militanti ed a quelli del “pianto che paga” continuare a coltivare i loro dogmi di merda. Io, per mio conto, da eretico di razza mi chiamo fuori da qualsivoglia dogmatismo e porgo il mio saluto ad Oreste Scalzone nella certezza di poter tornare ad averlo come compagno di lotte garantiste per la liberazione del Territorio-Giustizia.

Paolo Signorelli

Semplicemente VERGOGNA!!

tratto dal blog di una militante di Palermo Antagonista

Non ho ancora ben capito se ciò che provo sia rabbia, rammarico, sconforto o un misto di questi sentimenti.
Ho seguito in tv i funerali dell’ispettore di polizia di Catania, ho ascoltato le parole affrante ma lucide della moglie e della figlia, ma nella mia mente continuano i flash delle immagini di quel venerdì di ordinaria follia.
Quello che si è consumato venerdì è un omicidio aggravato dalla futilità dei motivi, o meglio dall’assenza di qualsiasi ragione. È una morte senza giustificazione per mano di esaltati che sfoderano istinti bestiali repressi.
Come siciliana provo vergogna e rabbia perché è stata data un’immagine barbara della Sicilia che non meritiamo … perché è capitato qui ma poteva capitare ovunque come dimostrano le ignobili e incivili scritte a firma ACAB comparse a Livorno.
È assurdo morire per una partita di pallone, è assurdo che una giovane vedova debba spiegare ai figli che papà non tornerà più a casa perché dei giovani gli hanno tirato un sasso così violentemente da spappolargli il fegato, che papà abbia continuato a stare in piedi e svolgere il suo lavoro per altri 30 minuti, fino a quando, sfinito, abbia cercato riparo in macchina e sia, quindi, stato finito dallo scoppio di una bomba carta in pieno volto. Come potranno quei poveri bambini accettare che il loro papà sia stato ucciso da quegli stessi giovani che lui, col suo lavoro, cercava di proteggere. Come si può spiegare che papà aveva messo in conto la potenziale pericolosità del suo lavoro, ma una cosa è morire nella difesa della giustizia e altro è essere vittima di vili che devono movimentare le loro monotone giornate.
Quegli stessi giovani che non riescono neppure a rendersi conto di essere delle pedine nelle mani di interessi economici superiori che hanno trasformato il calcio in un business da grandi cifre, in una speculazione incurante delle persone. Il nostro paese sembra ostaggio di un pallone sempre alla ribalta televisiva che deve garantire il massimo profitto per tv, società e calciatori.
Il valore più alto a cui molti giovani sembrano far riferimento è proprio questo pallone … ed ecco che allora tutto si collega al vero male moderno, questa assenza di ideali, di rispetto e di cultura. Assistiamo impotenti alla parabola discendente di una società sempre più disinibita, lontana e disinteressata alle proprie radici attratta solo dall’apparenza, dal materialismo e dal consumismo più sfrenato in cui crede di essere migliore chi ha di più. Ma all’ombra di tanto sfarzo e sbrilluccichio c’è la vera società, l’altra faccia della medaglia, quella senza trucco fatta di infelicità, noia, indolenza, solitudine e imbarbarimento, in cui non si da più peso al valore della vita, in cui si arriva ad uccidere per una partita di calcio, per un bambino che piange o per dei cani che abbaiano.
Se solo questi giovani si affrancassero dal giogo della strumentalizzazione e mettessero le loro energie al servizio di una vera causa forse si riuscirebbe a risolvere qualche problema serio che affligge l’Italia.
Se ci si rendesse conto che ciò per cui vale la pena combattere è altro rispetto ad un pallone.
Se si smettesse di essere marionette nelle mani dei potenti.
Se si riprendesse il contatto con i veri valori, quelli dello spirito, della cultura, della tradizione e del rispetto.
Se si abbandonasse questo disarmante individualismo a causa del quale ognuno è portato a guardare solo i propri strettissimi interessi, se si capisse che ciò che fa progredire socialmente l’uomo non è il conformarsi alla massa ma l’appartenere ad una comunità e rispettarne le direttive e l’organizzazione. Una comunità gerarchicamente ordinata, in cui tutti i membri hanno pari dignità e ciascuno ha una propria posizione e compiti da svolgere. Nessuno dovrebbe essere passivo ma ci dovrebbe essere una comunione organica tra tutti i membri in cui ciascuno servirebbe alla vita della comunità solo se vivesse attivamente il proprio ruolo.   
Certo sono tanti “se”, ma ognuno di noi dovrebbe coltivarli e organizzare la propria piccola e personale rivoluzione interiore perché solo così sarà possibile uscire dall’empasse di questi anni. Il cambiamento dovrà partire dalla prima comunità, da quella cellula originaria della società che è la famiglia.
È inutile attendere l’intervento dei politici o delle alte sfere della società, il cambiamento deve partire da ciascuno di noi, perché solo nostro è l’interesse a che tutto cambi!
Ognuno deve avere la “presunzione” di stare almeno tentando di porre delle basi per far crescere i nostri figli in una società che possa essere migliore e più a misura d’uomo rispetto all’attuale, una società che abbia dei valori che non siano il materialismo, l’individualismo o il culto dell’apparire che si vuole prepotentemente imporre sull’essere.
Non è vivibile questo tipo di società ed anzi è destinata al collasso, per questo è necessario coltivare dei valori ed educare al rispetto di questi affinché non ci siano altre vittime della barbarie, dell’ignoranza e della noia umana.

Sugli scontri allo stadio di Catania

Comunicato di Gioventù Nazionale Sicilia, organo giovanile della Fiamma Tricolore, apparso sul quotidiano La Sicilia:

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Pensioni “da favola” per oltre 3300 ex deputati e senatori

Roma - Vanno da un minimo di 3 ad un massimo di 10 mila euro lordi l’anno a seconda degli anni di contribuzione che variano da 5 a 30, riguardano ben 3302 exparlamentari, cioè deputati e senatori: e per i suoi 2005 pensionati Montecitorio spende 127 milioni di euro l’anno a fronte di 9.400.000 entrate e palazzo Madama per i suoi 1297 pensionati ne spende 60 milioni a fronte di 4 milioni di entrate. Sono le pensioni, come rivela il settimale l’Espresso in edicola domani, che ex-parlametari ricevono da Montecitorio e da Palazzo Madama, i cui conti per spesa pensionistica sono davvero critici: nel 2006 il buco sarà di 174 milioni di euro e tutti ovviamente a carico del ‘cittadino-contribuentè. A seconda degli anni di contribuzione, si va da un minimo di 5 ad un massimo di 30 anni, incassano un assegno che parte da 3 mila euro lordi mensili per arrivare anche a 10 mila. L’inchiesta rivela i nomi, ma ad eccezione dei circa mille vitalizi di reversibilità erogati a moglie e figli di parlamentari defunti, anche la lista completa dei beneficiari con il periodo di contribuzione e l’importo dell’assegno.
Tra i tanti, il viceministro degli Esteri Ugo Intini, che oltre alla «paga» spettantegli come membro dell’esecutivo, prende un vitalizio di 8 mila 455 euro lordi. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni somma lo stipendio di sindaco 5.500 euro netti mensili con il vitalizio di 9000 euro lordi. Altri lo sommano ai redditi da lavoro dipendente come chi è tornato a insegnare, come Marida Bolognesi dell’Ulivo o alla retribuzione di commissario Enac, come Vito Riggio, ex Dc, 150 mila euro lordi l’anno per questo incarico, o alle nomine nelle varie Authority, come Mauro Paissan, 144 mila euro lordi. E, naturalmente, aggiunge l’inchiesta del settimanale, si cumula con tutti i livelli di reddito, anche quelli più ragguardevoli: come Susanna Agnelli con 20 anni di contribuzione riscuote un vitalizio di 8 mila 455 euro al mese o Luciano Benetton che, per 2 anni spesi a Palazzo Madama, incassa una pensione di 3
Niente sacrifici Quanto ai meccanismi di calcolo della pensione, l’inchiesta dell’Espresso rivela come i sacrifici previdenziali non sembrino riguardare i parlamentari. Per i deputati infatti, è in vigore un regolamento approvato con una riforma dall’Ufficio di presidenza nel luglio del 1997 e prevede che gli onorevoli il cui mandato parlamentare sia iniziato successivamente alla XIII legislatura del 1996 hanno il diritto alla pensione al raggiungimento dei 65 anni riducibili a 60 con 2 legislature.

Costi Quanto costa tutto questo ai bilanci di Montecitorio e Palazzo Madama? l’Espresso fa l’esempio di un deputato cessato dal mandato nell’aprile 2006 ed eletto per la prima volta nel ‘94. Il suo mandato effettivo è di 12 anni, essendosi la XII legislatura (’94-’96) chiusa anticipatamente dopo appena due anni. Ma sommando i contributi versati per riscattare i 3 anni mancanti (36 mila euro) a quelli regolarmente pagati durante il mandato (128 mila euro), l’onorevole neopensionato avrà versato alla fine complessivamente circa 164 mila euro per 15 anni di contribuzione. Un «sacrificio» che gli consente di incassare oggi un assegno mensile di 6 mila 590 euro lordi. Con quali altri vantaggi? Nell’ipotesi che abbia oggi 57 anni e che viva fino a 87, questo deputato incasserà alla fine 2 milioni 372 mila euro a fronte dei 164 mila versati. Un meccanismo che costerà alla Camera ben 2 milioni 200 mila euro. Questo per un solo deputato. Quanto ai costi complessivi, Montecitorio (dati 2006) ha in carico 2005 pensionati (reversibilità comprese): gli costano 127 milioni di euro a fronte dei 9 milioni 400 mila di entrate relative ai contributi versati dai deputati in carica. Altrettanto critica è la situazione al Senato che con le sue 1.297 pensioni spende ogni anno quasi 60 milioni a fronte dei 4 milioni 800 mila di entrate ricavate dai versamenti dei senatori in servizio. Un’autentica voragine che nel 2006 produrrà un «buco» stimato in 174 milioni di euro. Anche a questi a carico dei cittadini contribuenti.

2nd Febbraio 2007

Il governo: Si ad ampliamento

base U.S.A. di Vicenza

Come dicevamo? Due facce della stessa medaglia? Ecco fatto.

Il ministro della Difesa in aula a Montecitorio: ''Nostro dovere verificare che le opere realizzate siano rispettose delle esigenze delle comunità locali e degli accordi bilaterali con gli Usa''

Roma, 30 gen. (Adnkronos) - ''Il governo ritiene suo dovere vigilare affinché le opere che verranno realizzate siano rispettose delle esigenze prospettate dalle comunità locali, con particolare riferimento all'impatto sul tessuto sociale, sulla viabilità e sulle reti dei sottoservizi''. Lo ha detto in aula a Montecitorio il ministro della Difesa Arturo Parisi, nell'informativa del governo al Parlamento sulla vicenda dell'ampliamento della base Usa di Vicenza. ''Sarà ugualmente dovere del governo - ha aggiunto Parisi - assicurare la massima v